• Twitter Icon
  • Facebook Icon
  • Linkedin Icon

DA NERD A GURU

All'inizio della nostra storia, come posso solo presumere accada in ogni nuova azienda, noi fondatori ci siamo riuniti per alcuni giorni cercando di gettare le basi per quello che, a breve, sarebbe diventata la nostra nuova avventura (il nome sarebbe arrivato una settimana circa dopo).  Giorni tosti durante i quali abbiamo definito i ruoli, preso decisioni in merito alle caratteristiche ed i modelli di computer che avremmo adottati e dei server che avrebbero ospitato i nostri dati, valutato servizi di cloud-computing, ecc.

In mezzo a quello che sembrava sempre più essere un “momento di definizione” alla “Tin Cup” (film del 1996 con Kevin Kostner), marketing e comunicazione sono stati argomenti di un dibattito che ci bloccato per una intera giornata.

Di quest'ultimo aspetto vorrei oggi raccontare, non solo perché ormai da tempo marketing e comunicazione sono tematiche di importanza capitale o perché è il mio ruolo mi porta ad occuparmene, ma perché nella mia mete malata per un attimo mi sembrò di vedere il 7° cavalleria combattere aspramente lungo le rive del torrente di Little Bighorn contro Cavallo Pazzo ed i suoi Lakota (Ebbene sì, ho una sfrenata immaginazione).

Scherzi a parte (!) Alcuni fra noi sostenevano un approccio istituzionale, votato ad elevare il profilo della azienda e così diventare rapidamente appetibili per un teatro più ampio di aziende di grandi dimensioni; una azienda di servizi consulenziali, guardando nella direzione di Accenture, BCG e simili. Un’idea molto attrattiva, ma, secondo me, irreale.

Personalmente il mio desiderio è sempre stato quello di costruire si una azienda di servizi consulenziali, ma agile, leggera, capace di coniugare pragmatismo e follia; il pragmatismo necessario a gestire progetti informatici complessi e la follia altrettanto necessaria per voler fare impresa in questa Italia ormai allo sbando.

Non mi vedevo proprio in abito scuro e cravatta.

Tutta la giornata vide ognuno di noi difendere le proprie posizioni cercando di far capire le proprie ragioni a che, in quel momento, mi appariva come il Generale Custer sull’altro lato del torrente più famoso d’America ancora inconsapevole che presto avrebbe trovato la morte.

Visto il procedere della discussione, insieme riuscimmo perlomeno a decidere che se entro sera non fosse stata presa una decisione, questa sarebbe stata presa univocamente dal nostro beneamato CEO. Un modo come un altro (comunque preferibile ad una rissa) per uscire dall’impasse in cui eravamo finiti.

Ovvio che chi ci legge ora ha già capito quale sia stata la decisione presa dal nostro “Capo”, la più giusta secondo me e certamente non perché fosse quella che preferivo, ma perché come già detto, ci mostra per come siamo: nerd in pellegrinaggio sul cammino per diventare guru.

A due anni e qualche mese di distanza da quella decisione mi sento di dire che sia stata una delle decisioni più azzeccate fra tutte quelle prese.

Oggi con il nostro fare un po' scanzonato, ma pragmatico e professionale abbiamo in egual misura clienti molto piccoli, microaziende che aiutiamo a farsi conoscere così come aziende ben dimensionate e strutturate e questo, se c’è né era bisogno, dimostra ancora una volta che è la voglia di mettersi in gioco, di rimanere sempre e comunque se stessi, di fare le nottate quando serve e di sapersi rilassare ridendo tutti assieme guardando l’ultimo video di Rémi Gaillard che ti fa superare tutte le difficoltà e di farti notare in mezzo a mille competitor.

Siate affamati e siate folli disse Steve Jobs all'Università di Stanford il 12 giugno 2005. Siate voi stessi, aggiungiamo oggi noi, ed andate sempre oltre le vostre aspettative.

E’ un frase da guru? Mi è scappata proprio, scusatemi.

CI FIDIAMO SOLO DI

  • Amazon AWS
  • Cisco
  • Dell Computer
  • Laravel
  • Regus
  • Brevi Distribuzione Informatica
  • Bitrix24
  • Cloudflare
  • Hootsuite